Giulio Patrizi | Che cosa fanno i designer per non tirare un pacco alla Terra
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10 Giu Che cosa fanno i designer per non tirare un pacco alla Terra

Che cosa sta facendo il mondo del design per ridurre l’inquinamento, lo sfruttamento di energie non rinnovabili, il riscaldamento globale?

Uno dei prodotti più interessanti del momento è SCOBY, progetto della designer Roza Janusz sviluppato da Makegrowlab. SCOBY punta a sostituire i materiali di imballaggio tradizionali, sviluppando il proprio processo di coltivazione e fabbricazione attraverso una produzione circolare e sostenibile. Il team ha creato una sostanza ricavata da rifiuti agricoli locali che possono essere utilizzati per la conservazione degli alimenti e successivamente compostati proprio come le verdure.

Punto di forza di questo nuovo materiale è la possibilità di essere coltivato localmente in qualsiasi parte del mondo, con poco spazio e risorse locali. Inoltre il materiale crea anche una resistenza all’ossigeno, che è il motivo principale per cui molti prodotti sono conservati in plastica e non in carta, e aiuta a rigenerare il terreno dopo essere stato compostato.

SCOBY packaging – Credits: Makegrowlab

Altro interessante progetto è Peller Saver, sviluppato da Simone Caronni, Pietro Gaeli e Paolo Stefano Gentile. In pratica prevede il riutilizzo di un materiale organico di scarto – in questo caso la buccia della patata – per creare un packaging di street food 100% biodegradabile.

I progettisti hanno ideato Peller Saver  dopo aver realizzato quanti scarti di bucce di patate sono prodotti dalle compagnie di patatine fritte. “Il tradizionale imballaggio per il cibo di strada ha un tempo di utilizzo molto breve, diventando immediatamente difficile da riciclare, Peel Saver è un rimedio sostenibile il cui scopo è sostituire gli imballaggi in carta plastificata”, spiega Caronni.

“Le patatine vengono quindi servite all’interno della stessa buccia che originariamente conteneva e proteggeva la patata, ritornando allo stato naturale in cui si trovava”.

Peller Saver, credits: Simone Caronni, Pietro Gaeli e Paolo Stefano Gentile
Peller Saver, credits: Simone Caronni, Pietro Gaeli e Paolo Stefano Gentile

Sempre basato sull’utilizzo della patata, è il materiale Chip [s] Board sviluppato dai progettisti londinesi Rowan Minkley e Robert Nicoll che utilizzano la buccia delle patate per creare un’alternativa ecocompatibile ai materiali monouso come MDF e truciolato.

L’MDF è un materiale utile, ma è anche dannoso per l’ambiente, con il settore del mobile del Regno Unito che attualmente smaltisce o incenerisce 140.000 tonnellate di MDF all’anno, proprio perché non può essere riciclato. Chip [S] Board è costituito da un agente legante buccia di patata mescolato con fibre di patate, bambù, legno o luppolo.

Chip [s] Board , Credits: www.chipsboard.com

E poi c’è Shellworks, che trasforma gusci di aragoste scartati in oggetti bioplastici riciclabili
Quattro designer del Royal College of Art e dell’Imperial College hanno sviluppato una serie di macchine che trasformano i gusci dei crostacei in un materiale simile alla carta che potrebbe fungere da alternativa sostenibile alle materie plastiche monouso.

Il materiale consiste in una miscela di aceto e un biopolimero chiamato chitina, una sostanza fibrosa che costituisce l’esoscheletro di crostacei e le pareti cellulari dei funghi.
Il materiale può essere modificato per rigidità e flessibilità in base alle necessità di utilizzo.



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